Territori Visivi

Territori Visivi

25 Ott - 30 Ott 2021

Vernissage
Giovedì 28 Ott 2021 | 18:00-21:00


Location
Kou Gallery - Via della Barchetta, 13 - Roma

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Testi critici
Massimo Scaringella

Opere

Rassegna di Video Arte

Quando si guarda un video non ci si chiede come andrà a finire o qual è lo storytelling che lega insieme il racconto rappresentato, lo si osserva, piuttosto, con la volontà di farsi sopraffare da energie ed emozioni particolari, con la voglia, cioè, di vivere a pieno quella determinata esperienza. L’artista persegue in questi casi la ricerca sul significato della rappresentazione codificata del territorio, e non solo, ma anche mostrare le complesse problematiche che lo sottintendono, giungendo a descrivere in questa occasione, la condizione ultima della perdita di rapporto con il luogo, svincolandosi talvolta da ogni legame con ciò che si racconta. Segnala con i suoi lavori le varie condizioni che contraddistinguono la contemporaneità ovvero la perdita con un rapporto effettivo con il luogo che ci circonda. La video arte cerca con i suoi linguaggi una relazione tra la visione e le parole, tra l’andare del tempo e il fermo del nostro inconscio, dove è ancora possibile un disvelamento “poetico” e la messa in visione di efficaci meccanismi di sorpresa. Il modus linguistico come suggestione mentale e come processo di immagini e per soggetti, rivelando o suggerendo il movimento nella fuga dal reale, dove la gestione del tempo narrativo è dunque un elemento chiave per comprendere la distinzione tra queste metodologie, in cui oramai l’opera è il luogo dei conflitti tra realtà e apparenza, tra verità e bellezza, dove si sublima l’orizzonte. Rappresentano questa visione gli artisti:  Adriana Omodei, Shay Frisch, Fabrizio Passarella, Antonio Trimani (Italia), Nevet Yitzhak, Ruth Patir (Israele), Gaz Ejupi, Majlinda Kelmendi (Kosovo), Dilek Winchester (Turchia) che ci presentano una realtà composita e universale.

Le riflessioni su questi video, e dell’arte in generale, e ai meccanismi che li legano alla realtà storica e sociale o intima in cui si vive, sono il perno centrale di questi lavori. Piuttosto che costituire una semplice acquisizione della realtà tradotta in formalismi ed estetismi nuovi, anche se le nuove tecnologie sempre più complesse e estetizzanti sembrano dire il contrario, ribadiscono che l’arte deve riuscire a racchiudere e a trasmettere una carica eversiva, un segnale di pericolo, una forza propulsiva e propositiva. Ma anche un messaggio per come procedere nell’universo umano della poesia. 

 

Majlinda Kelmendi (Kosovo)

Nata a Tirana nel 1966, vive e lavora a Pristina (Kosovo)
Born in Tirana in 1966, lives and works in Pristina
Titolo: Its a frustrating (E’ frustrante), 2021
durata: 5’ formato: HD Video
Courtesy the artistSINOPSI: Se i bisogni di un individuo sono bloccati, sorge un senso di insicurezza e questo può spesso indurre gli individui a perseguire ciecamente comportamenti disadattivi, ossessioni e anche altri sintomi di frustrazione.
If an individual's needs are blocked, a sense of insecurity arises, and this can often cause individuals to blindly pursue maladaptive behavior, obsession, and other symptoms of frustration as well.

Bio

E’ Fondatore di Gallery Expoart 40 e direttore artistico dal 2008 in poi del Multimedia – International Net-Network Project 2008 -2018 per 10 edizioni, con artisti locali e internazionali. È curatrice di progetti nella regione e altrove. Studi universitari: Accademia di belle arti, Tirana, Albania 1986-1990. Studi post-laurea: Master of Arts -Academy of Fine Arts di Pristina 1999-2000. Attualmente è Professore Ordinario presso l’Università di Pristina – Facoltà di Belle Arti (dal 2000), dipartimento di arte concettuale e nuovi media.
SHe is the founder of Gallery Expoart 40 and artistic director from 2008 onwards of the Multimedia - International Net-Network Project 2008-2018 for 10 editions, with local and international artists. She is curator of projects in the region and elsewhere. University studies: Academy of Fine Arts, Tirana, Albania 1986-1990. Postgraduate studies: Master of Arts - Pristina Academy of Fine Arts 1999-2000. He is currently Full Professor at the University of Pristina - Faculty of Fine Arts (since 2000), department of conceptual art and new media.
 

Gaz Ejupi (Kosovo)

Nato in Kosovo, vive e lavora a Pristina
Born in Kososvo, lives and works in Pristina (Kosovo)
Titolo: Dead Dogs Walking (Cani morti che camminano)
durata: 7’ 20 formato: HD Video
Courtesy the artist
SINOPSI: È la serie in corso sui cani randagi in Kosovo. Questo video tratta il nostro problema sociale con la speranza di una soluzione. Lo scopo del video doveva servire solo come schizzo per gli altri miei mezzi. Durante le riprese il video è diventato il pezzo principale per i nuovi corpi di lavoro. La location del video è a Gracanica, dove è stato realizzato questo campo. Era gestito da gente del posto. È importante per la mia pratica trovare la connessione all'interno del pubblico, nel 2019 l'audience è diventata parte del lavoro.

Is the ongoing series of stray dogs in Kosovo. This video treats our social problem with hope of solution. The purpose of the video was meant to serve only as a sketch for my other mediums. During the filming video became the main piece for the new bodies of work. The location of the video is in Gracanica, where this camp was made. It was run by locals. It's important for my practice to find the connection within the audience, in 2019 the audeince became part of the work. 

Bio

Nato in Kosovo, laurea in Belle Arti e MA Arts and Space a Londra, Regno Unito. Parte di mostre internazionali a Londra UK, Amburgo Germania, Parigi Francia, Tel Aviv Israele. Rappresentato dalla Agency Gallery London per 5 anni. Direttore della galleria Paper Gallery Prishtina, Direttore della Biennale di Pristina.Born in Kosovo, BA Fine Arts and MA Arts and Space in London UK. Part of international exhebtions in London UK, Hamburg Germany, Paris France , Tel Aviv Israel. Represented by the Agency Gallery London for 5 years. Gallery director Paper Gallery Prishtina, Director of Prishtina Biennale.
 

Ruth Patir (Israele)

Nata a New York nel 1984, vive e lavora a Tel Aviv
Born in New York in 1984, she lives and works in Tel Aviv
Titolo: Petah Tikva, 2020
durata: 6’ formato: 3D animation video,  
Courtesy the artist
SINOPSI: Ruth Patir osserva le circostanze che si verificano ambientate in una sala d'attesa della clinica della fertilità presso l'ospedale di Petach Tikvah, in cui figurine di 3000 anni, divinità della fertilità cananee, riempiono la stanza. Le figurine in attesa appartengono alla collezione archeologica dell'Israel Museum e sono state collocate dall'artista in una scena immaginaria nella realtà contemporanea dell'agosto 2020. Mentre aspettano il loro turno e meditano sulla loro dimissione, animali selvatici contemporaneamente invadono la metropoli e iniziano a operare all'interno delle grandi città a loro piacimento.
Ruth Patir observes the occurring circumstances set in a waiting room of the fertility clinic at the hospital in Petach Tikvah, wherein 3000-year-old figurines, Canaanite fertility deities, fill the room. The waiting figurines belong to the Israel Museum’s archeology collection, and have been placed by the artist in a fictional scene in the contemporary reality of August 2020. As they wait their turn and ponder their discharge, wild animals concurrently invade the metropolis and begin to operate within the major cities as they please.

Bio

Ruth Patir è un'artista multimediale e regista le cui opere trattano di paradigmi di genere e relazioni di potere, spesso mescolando narrazioni storiche e nazionali con l'autobiografia dell'artista. Nelle sue opere Patir espande i confini della rappresentazione nell'era digitale, lavorando contro i pregiudizi di genere e razziali che popolano il campo dell'animazione, delle simulazioni 3d e dell'intelligenza artificiale. Il suo film Sleepers (2017), premiato con The Experimental Cinema and Video Art Award al Jerusalem Film Festival, è una contemplazione sullo stato del sogno come luogo di intervento politico ed è stato commissionato per Danspace Projects New York e presentato ironicamente durante il presidente eletto Inaugurazione di Donald Trump. Il suo lavoro è stato oggetto di mostre personali presso Oncurating Project Space, Zurigo; Galleria Copperfield, Londra; Hamidrasha Gallery, Tel Aviv, ed è stato presentato in festival cinematografici come il Jerusalem Film Festival e il New Directors/New Films festival al Museum
Ruth Patir is a multimedia artist and filmmaker whose works deal with gender paradigms and power relations, often mixing historical and national narratives with the artist's own autobiography. In her works Patir expands the boundaries of representation in the digital age, working against the gender and racial biases that populate the field of animation, 3d simulations and Artificial Intelligence. Her film Sleepers (2017), awarded The Experimental Cinema and Video Art Award at the Jerusalem Film Festival, is a contemplation on the dream-state as a site for political intervention and it was commissioned for Danspace Projects New York and ironically presented during president elect Donald Trump’s Inauguration. Ruth Patir Her work has been the subject of solo exhibitions at Oncurating Project Space, Zurich; Copperfield Gallery, London; Hamidrasha Gallery, Tel Aviv, and it has been featured in film festivals such the Jerusalem Film Festival and the New Directors/New Films festival at the Museum
 

Nevet Yitzhak (Israele)

Nata in Israele nel 1975, vive e lavora a Tel Aviv
Born in Israel in 1975, she lives and works in Tel Aviv
Titolo: Song of Songs (Canto di canzoni), 2018
durata: 1’ formato: HD video-animation projection
Courtesy the artist
SINOPSI: Il tappeto del Cantico dei Cantici, un'opera di animazione ispirata all'omonimo tappeto “Marvadia”, in cui una varietà di fauna e flora bibliche è vista attraverso i ramoscelli e le foglie di una vite. Yitzhak prende in prestito rappresentazioni della natura locale dal tappeto originale, ma vi trapianta il paesaggio attuale della Gerusalemme odierna con la Cupola della Roccia al centro. In primo piano, il paesaggio urbano e lo skyline di Gerusalemme sono ostruiti da un muro, non quello antico conosciuto dalle rappresentazioni romantiche della città, ma piuttosto l'odierna barriera di separazione in cemento che blocca violentemente la vista come una sbarra orizzontale impenetrabile. Accostando la barriera al profilo del paesaggio di Gerusalemme e guardando la città dall'esterno, Yitzhak mette in atto un capovolgimento: invece di una barriera che separa i territori per motivi presunti difensivi, è ora una cintura di cemento che racchiude la città e ne abolisce la indipendenza. Gli esemplari animali rianimati aggiungono una violenta dimensione allucinatoria a questo paradiso la cui pace è stata turbata: un lupo pattuglia il muro avanti e indietro; una volpe vigila dal basso e altri animali si aggirano ai piedi del muro. L'idillio pastorale è finito, sostituito dallo stato di emergenza o dall'anarchia post-distruzione
The Song of Songs carpet, an animation work inspired by the homonymous “Marvadia” carpet, in which a variety of biblical fauna and flora is seen through the straggling twigs and leaves of a vine. Yitzhak borrows representations of the local nature from the original carpet, but transplants into it the actual landscape of nowadays Jerusalem with the Dome of the Rock in its center. In the foreground, the cityscape and skyline of Jerusalem are obstructed by a wall, not the ancient one known from the romantic representations of the city, but rather today’s concrete separation barrier that violently blocks the view as a horizontal impenetrable bar. By juxtaposing the barrier with the outline of the Jerusalem landscape and by looking at the city from the outside, Yitzhak enacts a reversal: instead of a barrier separating between territories for supposedly defensive reasons, it is now a concrete belt enclosing the city and abolishing its independence. The revived animal specimens add a violent hallucinatory dimension to this paradise whose peace was disturbed: a wolf patrols the wall back and forth; a fox supervises from below and other animals are prowling at the foot of the wall. The pastoral idyll is over, replaced by a state of emergency or post-destruction anarchy

Bio

Ha conseguito un MFA presso la Bezalel Academy of Art e Design 2007. Il suo lavoro è stato esposto al Tel Aviv Museum of Art; Martin Gropius Bau, Berlino; SMBA, Amsterdam; Museo Kuandu, Taipei; TSR, Miami; Il Museo di Arte Islamica, Gerusalemme; Il Museo Herzlia per l'Arte Contemporanea; Il Museo d'Arte di Petach Tikva; Galleria Koffler, Toronto; Circolo 1, Berlino; 68 metri quadri, Copenaghen; Galleria Jeanine Hofland, Amsterdam; SORSO Istituto per la Fotografia, Tel-Aviv; Grid - Festival Internazionale della Fotografia, Amsterdam e Parco della cultura Huashan, Taipei. Le è stato assegnato il Landau Fund Prize for Arts and Sciences nel 2014, la Beatrice S. Kolliner Premio per un giovane artista israeliano dall'Israel Museum nel 2014, il Premio Shmuel Givon dal Tel Aviv Museum of Art nel 2012, il Creative Encouragement Award dal Ministero israeliano della Cultura e Sport nel 2012, la Yehoshua Rabinovich Foundation for the Arts concede nel 2010 e nel 2008, il First Premio in Concorso Film sperimentali al 21° Festival Internazionale del Cinema di Gerusalemme nel 2004 ed è stato selezionato per il programma ArtPort Artist in Residence per il 2013-2014. Il suo lavoro è nelle collezioni dell'Israel Museum, del Tel Aviv Museum of Art, del Museum for Arte Islamica a Gerusalemme, il Petach Tikva Museum of Art, lo Shpilman Institute for Photography, e molti altri. È rappresentata da Yossi Milo Gallery, New-York e Noga Gallery, Tel Aviv
Holds an MFA from Bezalel Academy of Art and Design 2007. Her work has been shown at the Tel Aviv Museum of Art; Martin Gropius Bau, Berlin; SMBA, Amsterdam; Kuandu Museum, Taipei; TSR, Miami; The Museum for Islamic Art, Jerusalem; The Herzlia Museum for Contemporary Art; The Petach Tikva Museum of Art; Koffler Gallery, Toronto; 68 Square Meters, Copenhagen; Jeanine Hofland Gallery, Amsterdam; SIP Institute for Photography, Tel-Aviv; Grid - International Photography Festival, Amsterdam and Huashan Culture Park, Taipei. She has been awarded the Landau Fund Prize for Arts and Sciences in 2014, the Beatrice S. Kolliner Award for a young Israeli artist by the Israel Museum in 2014, the Shmuel Givon Prize by the Tel Aviv Museum of Art in 2012, the Creative Encouragement Award by Israel Ministry of Cultural & Sport in 2012, the Yehoshua Rabinovich Foundation for the Arts grant in 2010 and 2008, the First Prize in experimental Films Competition at the 21st International Film Festival in Jerusalem in 2004 and was selected for ArtPort Artist in Residence Program for 2013-14. Her work is in the collections of the Israel Museum, the Tel Aviv Museum of Art, the Museum for Islamic Art in Jerusalem, the Petach Tikva Museum of Art, the Shpilman Institute for Photography, and several others. She is represented by Yossi Milo Gallery, New-York and Noga Gallery, Tel Aviv
 

Adriana Amodei (Italia)

Nata a Roma nel 1951 dove vive e lavora.
Born in 1951 in Rome (Italy), where she lives and works.
Titolo: Oltre il visibile (Beyond the visible), 2020
durata: 2’ 50” , Formato: HD video Sound di Sagra Konzert - Progetto di Luigi CinqueInstallazione scultorea Edoardo Tresoldi
Allievi centro danza I.A,L,S. di RomaCourtesy the artist
SINOPSI: La scelta del suono, “Compostela” tratta dal progetto di Luigi Cinque Sacra Konzert, (cit.” Ricostruzione personale del tempio” ), con il suo incedere sottolinea una relazione e stabilisce senso e confine alla visione. Permette al movimento dei corpi di rendere “ Percepibile e “Materiale” la struttura eterea di una architettura rinascimentale. Scultura o enorme ologramma nel paesaggio di Villa Borghese a Roma Immagine di un sogno che si trasforma e conduce la percezione della realtà e la magia delle emozioni dalla luce all’ombra, dal mobile all’immobile. Oltre il velo del visibile.
The choice of sound, "Compostela" taken from the project of Luigi Cinque Sacra Konzert, (cit. "Personal reconstruction of the temple"), with its gait underlines a relationship and establishes meaning and boundaries to the vision. It allows the movement of the bodies to make the ethereal structure of Renaissance architecture “Perceivable and“ Material ”. Sculpture or huge hologram in the landscape of Villa Borghese in Rome Image of a dream that transforms and leads the perception of reality and the magic of emotions from light to shadow, from furniture to property. Beyond the veil of the visible

Bio

Pittrice, scultrice, videoartista. Inizia il suo percorso a Basilea con un evidente approccio interdisciplinare coltivato fin dagli anni dell’Università “La Sapienza “ di Roma con maestri come Franco Ferrarotti. Negli anni Ottanta si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma frequentando il corso di Scenografia condotto da Toti Scialoja; inizia a occuparsi di fotografia e si diploma in Costume teatrale all’Accademia Koefia di Roma. Nel 1990, segnalata dal critico Achille Bonito Oliva, partecipa alla XXV Edizione della Internationale Malerwochen in der Steiermark presso la Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum di Graz (A) Rientra in Italia nel 1994 e nel 1997 la videoscultura Estensione vince il Premio “Arte a Roma 1997” per l’Arte contemporanea e viene acquisita nella Collezione permanente del MACRO Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (I) Questo “intreccio tra pittura e scultura, spazio e tempo, realtà e virtualità, spinge l’opera verso i confini della telematica, sottrae fisicità alla forma tridimensionale e la prolunga nella ipotesi televisiva” (Achille Bonito Oliva 1996). Il lavoro dell’artista si è contraddistinto per un’attitudine intermediale che si definisce dagli anni Novanta in particolare in immagini elettroniche in movimento. Indipendentemente dal mezzo e dalle tecniche usate, solo apparentemente distanti tra loro, Tra le ultime partecipazioni segnaliamo: 32* Les Istant Video – Marsiglia (2019) 14* Biennale di Curitiba (Brasile)
Painter, sculptor, video artist. He began his career in Basel with an evident interdisciplinary approach cultivated since the years of the "La Sapienza" University of Rome with masters such as Franco Ferrarotti. In the eighties he graduated from the Academy of Fine Arts in Rome by attending the scenography course led by Toti Scialoja; he began to deal with photography and graduated in theatrical costume at the Koefia Academy in Rome. In 1990, recommended by the critic Achille Bonito Oliva, she took part in the 25th Edition of the Internationale Malerwochen in der Steiermark at the Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum in Graz (A). 1997 "for contemporary art and is acquired in the permanent collection of the MACRO Museum of Modern and Contemporary Art in Rome (I) This" interweaving of painting and sculpture, space and time, reality and virtuality, pushes the work towards the boundaries of telematics, removes physicality from the three-dimensional form and prolongs it in the television hypothesis ”(Achille Bonito Oliva 1996). The artist's work is characterized by an intermediary attitude that has been defined since the nineties in particular in electronic moving images. Regardless of the medium and the techniques used, only apparently distant from each other, Among the latest participations we point out: 32 * Les Istant Video - Marseille (2019) 14 * Biennale of Curitiba (Brazil)
 

Shay Frisch (Italia/Israele)

Nato a Petach-Tikva (Israele), vive e lavora a Roma
Born in Petach-Tikva, Israel, he lives and works in Rome.
Titolo: Campo, 2019
durata: 5’ - formato: HD Video
Courtesy the artist

SINOPSI: Il lavoro di Shay Frisch affronta i temi dell'energia e dello spazio, ed è meglio conosciuto per i suoi campi elettrici (campo) formati dall'assemblaggio di adattatori elettrici, un elemento industriale asettico contenuto all'interno di ripetizioni modulari e trasformato dall'elettricità in una materia viva e pulsante. Il passaggio dell'elettricità attraverso l'opera, prendendo così forma, genera un campo elettromagnetico che diffonde la sua carica nello spazio circostante. I moduli che formano il “campo” mantengono all'interno una carica elettrica, rilevata da indicatori luminosi a testimonianza di un fenomeno in atto che si svolge in diretta.
Shay Frisch’s work addresses the themes of energy and space, and is best known for his electrical fields (campo) formed by the assemblage of electrical adaptors, an aseptic industrial element contained within modular repetitions and transformed by electricity into a living, pulsating matter. The passage of electricity throughout the work, thus taking (its) shape, generates an electromagnetic field that spreads out its charge to the surrounding space. The modules that form the “field” maintain within an electrical charge, detected by light indicators bearing witness of an ongoing phenomenon that unfolds live.

Bio

Il lavoro di Shay Frisch è stato esposto in tutto il mondo presso istituzioni pubbliche e private, tra le altre GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma; MAC - Museo di Arte Contemporanea Santiago del Cile; ZAC - Zisa Arti Contemporanee, Museo d'Arte Contemporanea Palermo, Sicilia; Museo di Arte Contemporanea Herzliya, Israele; MAC - Museo d'Arte Contemporanea Lima; MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma; LUN - Museo Oscar Niemeyer, Curitiba; MADRE - Museo d'Arte Contemporanea Donna Regina, Napoli; Fondazione San Fedele, Milano; Fondazione Chanel, Istanbul; Fondazione Orestiadi, Gibellina, Sicilia… Il suo lavoro è stato incluso in diverse mostre internazionali.
Nel 2013 la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma gli ha dedicato una grande mostra personale, curata da Achille Bonito Oliva. Il museo conserva anche le sue opere nella sua collezione permanente, così come molte altre collezioni pubbliche e private.
Shay Frisch’s work has been shown worldwide at public and private institutions, among others GNAM - National Gallery of Modern and Contemporary Art, Rome; MAC - Museum of Contemporary Art Santiago de Chile; ZAC - Zisa Arti Contemporanee, Museum of Contemporary Art Palermo, Sicily; Herzliya Museum of Contemporary Art, Israel; MAC - Museum of Contemporary Art Lima; MACRO Museum of Contemporary Art Rome; MON - Oscar Niemeyer Museum, Curitiba; MADRE - Museum of Contemporary Art Donna Regina, Naples; San Fedele Foundation, Milan; Chanel Foundation, Istanbul; Orestiadi Foundation, Gibellina, Sicily… His work was included in various international expositions. In 2013 the National Gallery of Modern and Contemporary Art in Rome dedicated a big solo show to his works, curated by Achille Bonito Oliva. The museum also holds his work in its permanent collection, as well as many other public and private collections.
 

Fabrizio Passarella (Italia)

Nato nel 1952 a Cantarina (Bo), vive e lavora a Bologna
Born in 1952 in Cantarina (Bo), He lives and work in Bologna
Titolo: Il giardino rabescato (The Arabesque-adorned Garden)2016
durata: 15’ 45” formato: HD Video
Courtesy the artist
SINOPSI: Di fatto, analizzando i singoli quadri, si può decifrare una sorta di tracciato iniziatico, che parte dalla, ed è centrato sulla, rappresentazione del cuore (la cui simbologia è stata largamente illustrata e indagata da filosofi e psicoanalisti -fra tutti, James Hillman-) da un lato, e dall'orientale Hadiqa (giardino recintato) e dal medievale Hortus Conclusus dall'altro. Questo tracciato segna anche la registrazione di un intimo viaggio attraverso la sofferenza, il lutto, i legami mondani, il piacere, il velo di Maya, il desiderio di liberazione, l’estasi. In breve verso quella ferita profonda “attraverso cui, secondo Rūmī, la luce può filtrare”. Un itinerario verso gli abissi interiori (l’oceano di Rūmī), trascendendo il corpo e le sue gabbie, che passa attraverso una decorticazione dell’anima, evidenziata anche dall’uso di tavole anatomiche, quasi che il bisturi che incide la scorza dello spirito per liberarne la supposta essenza, incida in parallelo la carne, la sua miseria e il suo splendore, involucro e prigione dell’Essere.
In fact, by analyzing the individual paintings, a sort of initiatory path can be deciphered, which starts from, and is centered on, the representation of the heart (whose symbolism has been widely illustrated and investigated by philosophers and psychoanalysts - among all, James Hillman - ) on one side, and from the eastern Hadiqa (enclosed garden) and from the medieval Hortus Conclusus on the other. This track also marks the recording of an intimate journey through suffering, mourning, worldly bonds, pleasure, the veil of Maya, the desire for liberation, ecstasy. In short, towards that deep wound “through which, according to Rūmī, light can filter”. An itinerary towards the inner abysses (the ocean of Rūmī), transcending the body and its cages, which passes through a decortication of the soul, also highlighted by the use of anatomical tables, almost like the scalpel that cuts the rind of the spirit to free its supposed essence, it cuts in parallel the flesh, its misery and its splendor, shell and prison of the Being.

Bio

Nato a Contarina (Ro) il 22 febbraio 1953, ha studiato al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti (Bologna).
Ha iniziato ad esplorare video, computer painting e musica elettronica sin dai primissimi anni ‘80 attraverso installazioni/eventi multimediali che integravano musica, interventi pittorici, performance e primitivi video elettronici. In quel periodo realizza numerose installazioni/performance (fra tutte: Il Mattino dei Maghi, Festival di Sant’Arcangelo; Studio Marconi, Milano -con Nanda Vido e GMM-, GAM, Bologna). È stato uno degli artisti della prim’ora del Medialismo/Pittura Mediale, movimento concepito dal critico Gabriele Perretta, che ha dato il via alla nuova figurazione e al neoconcettuale anche digitale dagli anni novanta a oggi. Nel 1994 ha ottenuto una residenza a Düsseldorf e i lavori eseguiti durante il soggiorno sono stati esposti nei principali musei di arte contemporanea in Germania e Italia. Come pittore e artista multimediale è stato invitato a numerosissime mostre in gallerie, fondazioni e musei da curatori nazionali e internazionali. Nel 2010, abbandonata definitivamente la lunga stagione pittorica ha avviato il progetto polimediale RETROPHUTURE – Neurotronic Tv, che unisce immagini, grafica, testi poetici, video, e l’immenso archivio online, sospeso fra passato e futuro e mira a riprodurre l’imprinting neuronale e lo scambio simultaneo fra percezione personale della realtà e la sua rappresentazione (come nelle recenti teorie gestaltiche e quantiche). Il progetto è stato presentato per la prima volta nella mostra personale Untergang a The Gallery Apart, Roma. Da allora è stato invitato a importanti manifestazioni come Art First (videoinstallazione Jeratica, Palazzo Re Enzo, Bologna 2010), In what we trust (Art Miami Pavilion, 2010), roBOt Festival (video Sipping Soma, Bologna 2013), Santorini Biennale 2014 (vincitore 3° premio), 4 Bienal del Fin del Mundo (varie sedi museali - Argentina, Cile 2014/15), 2015, Meta-Cinema - Festival non competitivo delle audivisioni ibridanti -first/second edition (Accademia di Belle Arti, Bologna 2015/16), Bowie Nights (San Giorgio in Poggiale e Art City, Palazzo Pepoli, Bologna 2016), Il Giardino Rabescato (installazione, videomapping, performance live, Museo medievale Bologna 2016), Bienal de Curitiba (Brasile, 2017), MIBart Festival (Milano 2017), Ibrida Festival (Forlì 2017), Estate 50 Hertz - Festival delle nuove creatività (Cattolica 2015/16/17/19), Through Fades Slides (concerto + video show, Wave, Cattolica 2015 - con Marg8), Video #01,#02, indagine sulla videoarte (L’Ariete Artecontemporanea, Bologna 2017/18), Astrid Kirchherr with the Beatles (video Video Tomorrow will know , Museo di Palazzo Fava, Bologna 2017 - con Alex Marra), Videoinsight© Collection, (Polo Museale, Palermo 2017), Destiny, video (Ariete artecontemporanea, Bologna 2018 - con Alex Marra), Revolutions (scultura sui Kraftwerk), (Castel Sigismondo, Rimini), Underwater Suite, Video + live show (Grossmünster, Zürich 2018, - con Marg8), Heroes of Vision - Mitropa Café | Video works 2008/19, maxi installazione immersiva/videomapping – con Marg8-, (Art First, Spazio Orea Malià, Bologna 2019), Stendale, l’abbraccio delle Muse (Opera digitale, Corciano 2019), Sacred Dreams, videomapping (Castello di Odawara – Giappone 2019 - con Marg8), Angelus Solus, videomapping (ACSEE Festival, Castello di Datong – Cina 2020- con Marg8). La sua opera Il Giardino Rabescato - The Arabesque-adorned Garden, presentata per la prima volta nel 2017 in un’installazione e una performance polimediale al Museo Civico Medievale di Bologna, è stata vincitrice del Premio Videoinsight© durante Artefiera Bologna.

Born in Contarina (Ro) on February 22, 1953, he studied at the Liceo Artistico and at the Academy of Fine Arts (Bologna).
He began exploring video, computer painting and electronic music since the early 80s through multimedia installations/events including music, pictorial interventions, performances and the early electronic videos. During that period he created numerous installations/performances (among all The Morning of the Magicians at the renewed international Festival of Sant'Arcangelo; at Studio Marconi, Milan – with Nanda Vigo and GMM, and at GAM, Bologna). He was one of early artists of Medialism/Pittura Mediale (Media Painting), a movement conceived by the critic Gabriele Perretta, which started the season of new figurative painting as well as the neoconceptual (also digital) art from the nineties to present days.
In 1994 he obtained a residency in Düsseldorf and the works carried out during his stay were exhibited in the most important museums of contemporary art in Germany and Italy. As a painter and multimedia artist he was invited to numerous exhibitions in galleries, foundations and museums by national and international curators.
In 2010, having definitively abandoned the long pictorial season, he started the polymedia project RETROPHUTURE | Neurotronic Tv, which combines images, graphics, poetic texts, videos, and the immense online archive, suspended between past and future. The project aims to reproduce the neuronal imprinting process and the simultaneous exchange between personal perception of reality and its representation (as in recent gestalt and quantum theories). The project was presented for the first time in the solo exhibition Untergang at The Gallery Apart, Rome. Since then he has been has participated to important events such as Art First (video installation Jeratica, Palazzo Re Enzo, Bologna 2010), In what we trust (Art Miami Pavilion, 2010), roBOt Festival (video Sipping Soma, Bologna 2013), Santorini Biennale 2014 (3rd winner), 4 Bienal del Fin del Mundo (various museum venues - Argentina, Chile 2014/15), 2015, Meta-Cinema - Non-competitive Festival of hybridizing audivisions -first/second edition (Academy of Fine Arts, Bologna 2015/16), Bowie Nights (San Giorgio in Poggiale and Art City, Palazzo Pepoli, Bologna 2016), Il Giardino Rabescato (installation, videomapping, live performance, Museo Medievale Bologna 2016), Bienal de Curitiba (Brazil, 2017), MIBart Festival (Milan 2017), Ibrida Festival (Forlì 2017), Estate 50 Hertz - Festival of new creativity (Cattolica 2015/16/17/19), Through Fades Slides (concert + video show, Wave, Cattolica 2015 - with Marg8), Video #01,#02, investigation on video art (L'Ariete Artecontemporanea, Bologna 2017/18), Astrid Kirchherr with the Beatles (video Video Tomorrow will know , Museo di Palazzo Fava, Bologna 2017 - with Alex Marra), Videoinsight© Collection, (Polo Museale, Palermo 2017), Destiny, video (Ariete artecontemporanea, Bologna 2018 - with Alex Marra), Revolutions (sculpture on Kraftwerk), (Castel Sigismondo, Rimini), Underwater Suite, Video + live show (Grossmünster, Zürich 2018, - with Marg8), Mitropa Café | Heroes of Vision - Video works 2008/19, maxi immersive installation/videomapping – with Marg8-, (Art First, Spazio Orea Malià, Bologna 2019), Stendale, l'abbraccio delle Muse (Digital Opera, Corciano 2019), Sacred Dreams, videomapping (Castello di Odawara – Japan 2019 - with Marg8), Angelus Solus, videomapping (ACSEE Festival, Castello di Datong – China 2020- with Marg8). His work Il Giardino Rabescato - The Arabesque-adorned Garden, presented for the first time in 2017 in an installation and a polymedia performance at the Museo Civico Medievale in Bologna, won the Videoinsight Award© during Bologna Art Fair.
 

Antonio Trimani (Italia)

Nato nel 1969 a Cosenza (Itália), vive e lavora a Colleferro (Italia)
Born 1969 in Cosenza (Italy), lives and works in Colleferro (Italy)
Titolo: Con gli occhi degli altri (With the Eyes of Others), 2015
durata: 4’ 09” , formato: Video Full HD 24p
Courtesy the artistSINOPSI: È un lavoro sul paesaggio dalla casa al mare dell'artista, trasfigurato attraverso una visione onirica: un sogno/risveglio/nascita/rinascita. È la visione delle figure umane subacquee nascoste e incarnate dal paesaggio. Qui il paesaggio diventa mentale, il paesaggio sonoro e le immagini suggeriscono la gioia di vivere all'interno dell'elemento fondamentale dell'essere umano: l'acqua.
It is a work on the landscape of the artist home seaside, transfigured through a dreamy vision: a dream / awakening / birth / re-birth. It is the vision from the underwater human fiugures are hidden and incorpated by the landscape. Here the landascape becomes mental, the soundscape and the images suggests the joy of living within the fondamental element humans: the water.

Bio

Antonio Trimani è un videoartista italiano il cui lavoro è stato e continua ad essere plasmato da un'instancabile ricerca di significato e completezza. Ha lavorato al fianco di molti degli artisti più rappresentativi della scena internazionale, tra cui Peter Campus, Alvin Curran, Bill Viola e Fabrizio Plessi. Ha anche collaborato con Jacques Derrida a un progetto video e fotografico. Da alcuni anni ha rivolto le sue capacità e conoscenze tecniche ed estetiche alla sperimentazione personale, alle opere d'arte e all'espressione artistica. Ha pubblicato lavori fotografici e saggi su cinema e arti elettroniche. Per molti anni ha condotto video workshop per istituzioni pubbliche e private. Ha insegnato per il Master in Educazione e Dimensioni del Contemporaneo, Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi Roma Tre. Attualmente è Professore di Regia presso l'Accademia di Belle Arti di Frosinone.
Antonio Trimani is an Italian video artist whose work has been and continues to be shaped by a tireless search for meaning and completeness. He has worked alongside many of the most representative artists on the international scene, including Peter Campus, Alvin Curran, Bill Viola and Fabrizio Plessi. He also collaborated with Jacques Derrida on a video and photographic project. For some years he has turned his skills and technical and aesthetic knowledge to personal experimentation, artworks and artistic expression. He has published photographic works and essays about film and electronic arts. For many years he has led video workshops for public and private institutions. He has taught for the Master of Education and Dimensions of Contemporary, Faculty of Humanities of the Roma Tre University. Currently, is Professor of Direction at Accademy of Fine Art in Frosinone.
 

Dilek Winchester (Turchia)

Nata a Istambul nel 1974, dove viva e lavora
Born a Istambul in 1974, where she lives and works.
Titolo:Buyuk Ekran Renkilive Sesli (Colore e suono del grande schermo)
durata: 5’ formato: HD Video
Courtesy the artist
SINOPSI:Il video fa parte di un'installazione chiamata Sticks, Stones and Bones (2020). L'opera si basa sugli ultimi sette anni che l'artista Kurt Schwitters (1887 - 1948) ha trascorso in esilio britannico. Il video combina materiali d'archivio dell'Archivio Schwitters di Hannover con elementi dei colori del paesaggio del Lake District attraverso materiali trovati, nonché altri materiali visivi che rispondono all'uso di materiali come ossa, pietre e gesso da parte di Schwitters. Per un certo periodo utilizzò anche il porridge fornito nel campo di internamento dell'Isola di Man, dove soggiornò tra il 1940 e il 1941 come materiale per le sue sculture, sebbene non ci siano prove disponibili di queste opere. Tuttavia, i suoi compagni di cella nel campo hanno menzionato l'odore del porridge marcio proveniente dalla sua stanza. Altre sculture che ha realizzato nel Lake District in seguito sono fatte di ossa che prima ha dato ai cani da rosicchiare.The video is part of an installation called Sticks, Stones and Bones (2020). The work is based on the last seven years that artist Kurt Schwitters (1887 - 1948) spent in British exile. The video combines archival materials from the Schwitters Archive in Hannover with elements from the colors of the landscape of the Lake District through found materials, as well as other visual materials that respond to Schwitters’s use of materials such as bones, stones and plaster. For a time, he also used porridge provided in the internment camp on the Isle of Man where he stayed between 1940 and 1941 as a material for his sculptures, though there is no evidence of these works available. However, his fellow inmates in the camp mentioned the smell of the rotten porridge coming from his room. Other sculptures he made in the Lake District later on are made from bones that he first gave to dogs to gnaw on.

Bio

Lavora con installazioni testuali, supporti stampati e video. Il suo lavoro indaga le espressioni emotive, le traduzioni errate, i patrimoni letterari ibridi e il significato simbolico degli alfabeti. Le mostre personali includono: Attending the Void, Depo Istanbul (2019); Una mostra personale, EMST Museo Nazionale di Arte Contemporanea, Atene (2012); recenti mostre collettive includono; La memoria senza futuro, Kunsthaus Hamburg (2020); Il generatore di immagini III, Anversa (2020); 206 Rooms of Silence: Etudes on Prinkipo Greek Orphanage, Galata Greek School, Istanbul (2008); Triennale Aichi, Nagoya (2016); Il secolo dei secoli, SALT Beyoglu, (2015). Winchester ha completato i suoi studi universitari presso il Central Saint Martin's College nel 1998 e i suoi studi di dottorato presso la Marmara University nel 2010. Attualmente insegna alla Istanbul Okan University.
She works with text-based installation, printed media, and video. Her work investigates emotional expressions, mistranslations, hybrid literary heritages, and the symbolic meaning of alphabets. Solo shows include: Attending the Void, Depo Istanbul (2019); A Solo Exhibition, EMST National Museum of Contemporary Art, Athens(2012); recent group exhibitions include; The Futureless Memory, Kunsthaus Hamburg (2020); The Image Generator III, Antwerp (2020); 206 Rooms of Silence: Etudes on Prinkipo Greek Orphanage, Galata Greek School, Istanbul (2008); Aichi Triennale, Nagoya (2016); The Century of Centuries, SALT Beyoglu, (2015). Winchester completed her undergraduate studies at Central Saint Martin’s College in 1998 and her doctoral studies at Marmara University in 2010. She currently teaches at Istanbul Okan University.
Evento 79008 aggiornato il 1 Novembre 2021 - 14:27

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