Solstizio

Roberto Vignoli

Relazioni nomadi dell’arte 

Solstizio

27 Gen 2022 - 25 Feb 2022

Vernissage
Giovedì 27 Gen 2022 | 17:00-21:00


Location
Kou Gallery - Via della Barchetta, 13 - Roma

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Testi critici
Massimo Scaringella

Scheda artista
Roberto Vignoli

Con questa mostra Roberto Vignoli inizia una serie di eventi espositivi per festeggiare i suoi 50 anni di attività nella fotografia. Lo spunto di questo primo appuntamento, che dimostra il suo amore e passione per il viaggio e la letteratura (Roberto è anche un valente scrittore oltre che un instancabile viaggiatore del mondo) ci porta a una serie di immagini su due località del Lazio. La città di Fondi verso sud e il mitico Monte Soratte al nord di Roma.

Partendo dal titolo di una raccolta di Poesie di Libero de’ Libero nato a Fondi dal titolo “Solstizio” Roberto Vignoli con le sue immagini ci porta nella piana di Fondi, dove incontrando la poesia di Claudio Damianila via dell’acqua. Camminando nella piana di Fondi”  che parte dalla antica radice indoeuropea AK “piegare” e lega l’acqua al versare, allo scorrere, al piegare verso il basso. Piegare che è anche quel movimento che «segna il passaggio della materia alla vita» (Theilard De Chardin).

Dice l’artista «per fotografare un territorio fantastico come questo di Fondi, cantato così bene dai versi di tanti poeti, in questo caso bellissimi di Claudio Damiani, mi è difficile resistere alla tentazione di invitare nelle mie immagini, insieme alla terra e l’acqua, due signore lussuose come la luna e la notte. Viene da lontano la passione per le foto della natura con la luce lunare, ed è una passione che ha un pedigree importante».

Anche le immagini sul Monte Soratte, sempre in un sapiente bianco e nero e realizzate con la tecnica della pellicola scaduta, da un’idea del grande fotografo Man Ray, nascono per illustrare il libro di poesie di Claudio Damiani “Ode al Monte Soratte”. Sono i sentieri del Monte che questo poeta percorre quasi quotidianamente, i suoi luoghi di contemplazione, la flora che conosce minuziosamente, i panorami verso il Tevere e tutto attorno con il meraviglioso cielo coperto che incontrammo quel giorno e che fa sembrare il paesaggio un’immensa sala di posa.

La prosa essenziale di Claudio Damiani che accompagna le immagini «ci parlano di una poesia che coglie l’essenziale valore della vita, umana e non solo, di una poesia che si serve di ogni forma per dare corpo ai corpi vivi, senza mai distrarsi dal procedimento cardine del poetare…» (D. Matronola).

La fotografia diventa sempre più un modo di commentare il mondo. Non più come descrizione dei luoghi o passaggi ma mezzo di espressione creativa in cui viene evidenziata la struttura esistenziale della nostra vita, scavalcando quello che un tempo era il “fatto quotidiano” o il puro mezzo pubblicitario, Veicolo di ricerca psicologica del quotidiano in cui spesso l’umanità è il centro dell’interesse e l’immagine il punto di riflessione.

Relazioni nomadi dell’arte

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