Persuasion

Tommaso Medugno

Ventinovegiorni 

Persuasion

Oct 8, 2014 - Nov 4, 2014


Critics
Paolo Aita

Artist profile
Tommaso Medugno

Mi piace davvero il titolo della mostra di Tommaso Medugno. Persuasion mi rimanda a I persuasori occulti di Packard che fu uno dei testi più importanti per la cultura della contestazione. La denunzia per essere manipolati dai media circolava dappertutto mezzo secolo fa; al contrario oggi sembra che un demone burlone abbia invertito i valori di quella cultura, e ci si bei ad essere registrati, copiati, inquisiti da un Grande Fratello che si occupa e “preoccupa” di te insinuandosi perfino nel tuo privato. Naturalmente non è vero, perché vogliono semplicemente conoscerti come consumatore. Tutto ciò lo sappiamo talmente bene che sembra giusto aver rimosso McLuhan e Frank Zappa. Dal punto di vista contenutistico e stilistico Tommaso Medugno frequenta un periodo che potrebbe contenere l’ultimo common language dell’estetica: i capelli con la brillantina, le giacche di perfetto taglio sartoriale, i pantaloni ben stirati portati da James Stewart nei film di Hitchcock, e da tutti i Bogart nei vari Lubitsch della situazione, sono l’ultima espressione di un bello, il cui posto di lì a qualche anno sarà vacante, o preso poco efficacemente dal casual. Nell’estetica di quegli anni non mancava mai l’alta tecnologia, rappresentata dall’onnipotenza dell’uomo che raggiunge la Luna, e anche questa è citata poderosamente.

Negli anni ‘80 il Punk più intransigente ha rilanciato la curatora al sistema linguistico emanato dai media, diventato sostanzialmente autoreferenziale. In questo il pubblico macina il privato con allegra disperazione, perché è inutile avere un privato se i media non se ne occupano, e d’altra parte il privato stuprato dai media è infrequentabile perfino dagli stessi agenti (e soggetti) della notizia. Ma i personaggi di Tommaso Medugno sembrano volerti convincere che loro sono i buoni, che ti puoi fidare, esattamente come le avvenenti e “convenienti” proposte dei media. Tutto ciò però è perfettamente risaputo. Direi, perfino, che è una materia talmente fredda e stantia che non dovrebbe più scaldare il cuore di nessun vero artista. Penso quindi ci siano altre motivazioni per queste opere. La frequentazione di argomenti spiacevoli potrebbe anche essere il ritratto di un disagio, infatti indagare questo perbenismo è compito amaro, come rivangare argomenti scomodi. Ancora attuali però. Forse posso esprimere così gli intendimenti di questa eccelsa matita, in cui forse trapela l’animo del moralista, un moralista dell’immagine e della comunicazione mediatica.

Ventinovegiorni

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Event updated on October, 18 2015 - 13:29