La camera buia

Fabio Lo Re

Ventinovegiorni 

La camera buia

May 14, 2014 - Jun 10, 2014


Critics
Paolo Aita

Artist profile
Fabio Lo Re

Works

Le possibilità dell’attenzione e dell’ispezione sono note a tutti. Normalmente occupiamo uno spazio nel mondo, e creiamo al suo interno delle coordinate che, solo dopo un certo lavoro di proiezione, possiamo definire nostre o personali. Attraverso questi procedimenti fondiamo la nostra presenza e il nostro orientamento. In un ambiente che percepiamo inospitale tutto ciò viene meno, e scopriamo una realtà decisamente più scomoda, come ci mostrano i film horror e le opere che si intrattengono sullo spaesamento.

Facciamo esperienza di tutto ciò in modo molto facile, quando percorriamo un tragitto nel buio. Le opere di Fabio Lo Re si soffermano proprio su questo, sul tentativo di organizzare un’esistenza minima nell’inospitale. Queste opere sono realizzate nel buio, ma probabilmente avrebbero la stessa formazione se fossero ambientate sott’acqua o senza atmosfera: sono dei tentativi di reperire dei riferimenti nel mondo, delle coordinate per la vita.

Il lume che fa da scandaglio ovviamente è la ragione. Ma se l’interscambio fra ambiente e impressione è fondamentale per creare la coscienza (il cosiddetto feedback, imprescindibile nel mondo dei segni), occorre notare che il mondo al di fuori è parecchio agghiacciante per Fabio Lo Re: i reperti che la luce-sguardo trova dalle sue traiettorie provengono spesso dall’oriente e da un mondo totalmente artificiale. Ciò significa che il soggetto nelle sue prime percezioni è completamente sconcertato, poiché non ha gli strumenti per intendere. E’ esotico a se stesso.

E’ notevole che in una delle prime opere così realizzate ci siano degli occhi moltiplicati. Ma se il nostro sguardo non è ricambiato, è colpevole averlo lanciato. Se incontriamo delle braccia aperte sul niente, delle scimmie o dei satiri (in fotografie non presenti), è evidente che l’opera stessa ci avverte: ci stiamo intrattenendo su una offerta, su una mimesi o su un grottesco senza esiti. Il nostro sguardo non è ricambiato, così siamo costretti a rimediare delle mappe visuali e orientative alternative, per l’impollinazione del mondo con la nostra presenza. Si tratta di un insieme di operazioni cognitivo/esistenziali il cui esito non è sempre felice, altrimenti non esisterebbe il disadattamento. Le opere di Fabio Lo Re ci dicono che questo processo lo dobbiamo elaborare e conquistare giorno dopo giorno. E’ da una grande notte che è partorita la sua piccola luce.

Paolo Aita


Tutte le immagini sono delle fotografie digitali interamente realizzate in fase di ripresa (posa b e utilizzo di piccole luci LED), senza l'ausilio successivo di elaborazioni digitali di alcun tipo.

Le opere realizzate tra il 2013/14, sono delle stampe digitali su carta Fine Art di cm. 50X75., montate su cornice a cassetta di legno nero opaco di cm. 67X92.

Ventinovegiorni

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Event updated on October, 18 2015 - 13:24