Collettivo GAS

Artisti ospiti
Collettivo GAS
Italia
Collettivo artistico interculturale che rilegge la tradizione con ironia, sperimentazione e tensione etica, intrecciando arti visive, performance e impegno simbolico in una pratica libera, condivisa e contemporanea
Attualmente in esposizione
Eventi
The Border
Collettivo GAS
The Border
20 Mag-13 Giu 2026

Il Collettivo d’Arte Indipendente GAS è una formazione artistica nata attorno alla figura di Alex Caminiti, artista messinese classe 1977, attivo in Italia e all’estero e riconosciuto per una pratica che attraversa pittura, installazione, performance e intervento visivo. Nel tempo, GAS si è definito come un progetto collettivo orientato alla contaminazione di linguaggi, alla rilettura dell’immaginario storico-artistico e a una concezione dell’arte come gesto libero, condiviso e aperto al confronto tra culture differenti. Le fonti online concordano nel presentare Caminiti come frontman del collettivo e nel collegare GAS a una ricerca che unisce qualità tecnica, attitudine sperimentale e volontà di incidere anche sul piano simbolico e sociale. 

Il nucleo del collettivo viene descritto, nelle fonti più ricorrenti, come formato inizialmente da Alex Caminiti, Gimaka e Sadif, con una chiara connotazione mediterranea e interculturale; in articoli più recenti il gruppo appare ampliato anche alla presenza degli italiani Sabrina Di Felice e Alessandro Follo. Questo dato suggerisce una struttura non rigidamente chiusa, ma piuttosto mobile, capace di articolarsi in configurazioni diverse a seconda dei progetti espositivi e performativi. Proprio questa natura aperta sembra essere una delle caratteristiche distintive di GAS: non un semplice gruppo stabile, ma una piattaforma di collaborazione artistica che si modella attorno a idee, azioni e contesti. 

Sul piano poetico, GAS sviluppa una ricerca che interviene sulle immagini della tradizione, soprattutto sui grandi modelli della storia dell’arte, per sottrarli a una fruizione puramente museale o scolastica e restituirli a una dimensione viva, ironica, talvolta dissacrante. Andrea Guastella, che ha scritto più volte sul loro lavoro, insiste sul carattere di “ri-creazione” di questa pratica: un’azione che non si limita a citare il passato, ma lo riattiva attraverso accostamenti inattesi, inserti pop, riferimenti al gioco, all’infanzia, alla libertà immaginativa e a una leggerezza capace di incrinare la rigidità del pensiero convenzionale. In questa prospettiva, il collettivo rilegge capolavori e iconografie canoniche trasformandoli in dispositivi aperti, attraversati da humour, vitalità e provocazione. 

Accanto alla dimensione iconografica, il lavoro di GAS si distingue anche per una forte tensione etica e relazionale. Diverse presentazioni pubbliche del collettivo ne sottolineano infatti l’attenzione verso temi come la pace, la convivenza, la collaborazione e il dialogo tra differenze culturali. Questo orientamento emerge, per esempio, in progetti e mostre legati a messaggi contro la guerra o alla costruzione simbolica di una comunità artistica fondata sul rispetto reciproco. In tale senso, GAS si configura come un collettivo che usa l’arte non soltanto come linguaggio estetico, ma anche come strumento di presa di posizione, riflessione condivisa e immaginazione civile. 

Nel corso degli ultimi anni, il collettivo ha preso parte a mostre, installazioni ed eventi in diversi contesti, consolidando una presenza riconoscibile nel panorama contemporaneo. Tra gli episodi più citati figurano la performance La Terza Pace Mondiale alla 59ª Biennale di Venezia, l’installazione Humilitas occidit superbiam ad Agrigento e la mostra Ri-creazione a Roma, in cui il gruppo ha dato forma in modo particolarmente esplicito alla propria attitudine a reinventare la tradizione in chiave contemporanea. Queste esperienze confermano la vocazione di GAS a muoversi tra dimensione espositiva, azione performativa e costruzione di immagini ad alto impatto simbolico.